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Prodotto
Casi d’uso

Perché ActaFlow

Controllo

La tua azienda non può
reggersi su un prompt.

Automatizza i processi aziendali con un workflow approvato. ActaFlow verifica account, permessi e conferme prima di ogni azione sulle integrazioni.

Tra un passaggio e l’altro, ci siamo noi.

Email, CRM e documenti: ogni passaggio ha i propri permessi. Esplora il flusso per vedere quali azioni sono consentite e quali richiedono la tua conferma.

HubSpotLeggi i dati del clienteSola lettura

Quello che controlla ActaFlow

  • Leggere il contattoConsentito
  • Modificare il CRMBloccato
  • Usare un altro accountBloccato

L’AI non può aggiungere operazioni o account ai permessi di questo passaggio.

Come lavori oggi

Prima di inviare un’offerta, verifico il contratto del cliente e voglio rivedere la proposta.

Come diventa un flusso

  • Verifica il contratto nel CRM
  • Prepara la proposta con le tue fonti
  • Attendi la tua conferma prima dell’invio

Il tuo metodo. Non quello dell’agente.

La tua esperienza diventa un workflow, senza scrivere codice. Descrivi criteri e decisioni, aggiungi le tue fonti e approva i passaggi: il metodo lo definisci tu, anziché lasciarlo interpretare all’agente.

L’agente interpreta. Il processo lo definisci tu.

Spazio all’AI. Autorità al software.

L’AI interpreta, ragiona e prepara il lavoro. Può scegliere come elaborare il contenuto; i permessi per agire sulle tue integrazioni arrivano dal flusso approvato.

L’accesso lo verifica il software. Non un’altra AI che dà il via libera.

L’AI lavora sul contenuto

Interpreta la richiesta. Legge i documenti. Prepara una risposta.

ActaFlow controlla l’azione

Verifica account, operazione e conferma. Rifiuta ciò che esce dai permessi del passaggio.

Istruzioni e permessi non sono la stessa cosa.

Confronta come vengono applicati i limiti. Un agente può essere costruito con controlli software robusti: il confronto seguente riguarda un agente vincolato soltanto da istruzioni e il flusso controllato di ActaFlow.

Solo istruzioni all’agenteFlusso ActaFlow
Accesso agli strumentiSolo istruzioni all’agenteIl prompt chiede quali account e operazioni usare.Flusso ActaFlowIl backend verifica account e operazione autorizzati per lo step.
Prima di inviareSolo istruzioni all’agenteIl prompt chiede al modello di ricordarsi della conferma.Flusso ActaFlowI passaggi con conferma attendono un’approvazione valida per quella richiesta.
Passaggio successivoSolo istruzioni all’agenteIl modello sceglie quali strumenti chiamare per continuare.Flusso ActaFlowOgni passaggio ha i propri permessi. Quelli di uno step non si estendono al successivo.
Se interpreta male il contestoSolo istruzioni all’agenteLa scelta dell’azione dipende dall’interpretazione del modello.Flusso ActaFlowUna proposta fuori dai permessi dello step viene rifiutata. Un errore dentro il perimetro resta possibile.

Permessi per il team, le integrazioni e le automazioni.

Puoi collaborare sullo stesso lavoro mantenendo accessi diversi. Condividere un piano o un’automazione non trasferisce le credenziali e non sostituisce il permesso richiesto dalla singola risorsa.

Account e integrazioni personali
Collegare la tua email non concede automaticamente al team il diritto di leggerne i messaggi, vedere gli eventi o inviare al tuo posto. Visibilità del collegamento, lettura dei dati, azioni e configurazione sono permessi distinti. Puoi concedere ai colleghi gli accessi necessari al lavoro.
Conoscenze e documenti
Le nuove fonti e cartelle di conoscenza nascono private. Il proprietario sceglie chi può vederle, modificarle o eliminarle. Le risorse già condivise nel workspace mantengono la loro visibilità: controlla l’ambito della singola fonte.
Automazioni e aree del workspace
Gli accessi alle automazioni seguono i permessi del workspace e delle aree. Per le automazioni ordinarie, l’assenza di un’area mantiene l’ambito del workspace; un’area ristretta può limitarne l’accesso ai membri assegnati. Il titolare del workspace e chi gestisce il team possono accedere anche alle aree ristrette, entro i propri permessi generali.

Marco prepara il flusso. Anna può inviare.

Marco può preparare la bozza con le informazioni a cui ha accesso. Se soltanto Anna può usare l’account email per inviare, quel permesso resta di Anna. La preparazione può avanzare; l’invio segue l’account, i permessi e le conferme configurate.

Casi concreti. Risposte precise.

Le testimonianze, le fonti e i confini dei controlli: tutto quello che serve per valutare la differenza.

Una guida di ActaFlow. Aggiornata l’8 ottobre 2026.

59 richiesti. Circa 500, secondo il racconto.

Sirio Berati, fondatore di Enhancor AI, dichiara nel video di lavorare da anni con API e agenti. Racconta di aver chiesto 59 generazioni video e di averne trovate circa 500, con oltre 5.000 dollari di addebiti. Racconta anche di aver ricevuto dall’agente un resoconto in contrasto con quanto successivamente comunicato dal fornitore. Il punto per un’azienda è concreto: il limite alle richieste deve essere controllato prima dell’invio, e il resoconto va verificato contro le operazioni effettive.

Testimonianza non verificata da ActaFlow: non abbiamo accesso a fatture, richieste o log originali. Non attribuiamo intenzioni all’AI.

Vedi la testimonianza originaleSirio Berati racconta il proprio lavoro in Enhancor
Un indirizzo condiviso. Un’autorizzazione fraintesa.

Matt Robb ha raccontato che Muse, l’agente di Meta, aveva comunicato il suo indirizzo a un acquirente su Marketplace senza l’approvazione che si aspettava. Nel successivo aggiornamento ha spiegato di aver scelto “Allow Always”, pensando che le offerte avrebbero comunque richiesto conferma. Il caso evidenzia quanto conti capire l’estensione di un’autorizzazione.

La ricostruzione include l’aggiornamento di Robb del 29 settembre 2026, riportato da Moneywise.

Leggi il caso e il suo aggiornamentoMeta: come presenta i controlli di Muse
Serve più setup rispetto a un agente?

Definire il flusso richiede più attenzione iniziale di una richiesta generica a un agente. Serve a rendere visibili i criteri, le risorse e le approvazioni che contano per te. Parti dalle tue parole, senza dover programmare il sistema di controllo. Quando cambia il tuo modo di lavorare, rivedi il flusso: la configurazione approvata resta il riferimento per l’esecuzione.

Posso fidarmi del resoconto scritto dall’AI?

Un riepilogo scritto dall’AI è una spiegazione da confrontare con le operazioni registrate e gli esiti del fornitore. Non serve sapere ogni passaggio del ragionamento interno del modello per controllare una richiesta: account, operazione, parametri, approvazione e limite sono dati verificabili. Se l’esito di un’azione esterna è incerto, ActaFlow ferma la ripetizione automatica: riprovare alla cieca potrebbe duplicarla.

Quando può bastarmi un agente?

Ricerca, bozze o attività occasionali che puoi rivedere prima di usarle. Anche un agente con controlli adeguati può essere una scelta valida: valuta chi li configura, dove vengono applicati e chi li mantiene.

Quali rischi restano, anche con questi controlli?

ActaFlow non rende l’AI infallibile. Un errore può restare dentro un’azione autorizzata. La capacità AI inclusa nel piano è distinta dagli addebiti dei servizi esterni: non esiste un tetto monetario universale per qualsiasi API. Il fornitore può addebitare lavoro già accettato prima di uno stop. I permessi sulle integrazioni non classificano automaticamente ogni dato sensibile, per esempio dentro una ricerca web. Per i processi più delicati servono un perimetro appropriato e approvazioni nei punti che contano.

Fonti e criteri del confronto

Questa pagina è pubblicata da ActaFlow e descrive il nostro approccio. La documentazione OpenAI riconosce i rischi di prompt injection e azioni indesiderate e descrive anche approvazioni e controlli software. Non sosteniamo che tutti gli agenti ne siano privi. Il video è una testimonianza separata, non una verifica tecnica indipendente.

OpenAI: rischi e sicurezza degli agentiOpenAI: controlli e approvazioni

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